Non esiste una classifica ufficiale nazionale del «temporale più violento» dell’estate 2026. Ma i rapporti sugli eventi severi mostrano un’area particolarmente evidente: la Pianura Padana. Il 7 luglio diverse supercelle hanno interessato Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna; nella zona di Ostiglia e Revere sono stati stimati chicchi di grandine fino a circa 9 centimetri, con danni a veicoli, tetti e finestre.
Perché la Pianura Padana è così favorevole ai temporali severi
La Pianura Padana può accumulare aria molto calda e umida. L’umidità proveniente dall’Adriatico e dal Mediterraneo aumenta l’energia disponibile, mentre Alpi e Appennini favoriscono convergenze e sollevamento. Quando arrivano correnti più fresche in quota e una forte variazione del vento con l’altezza, le celle possono organizzarsi in supercelle durature.
Il ruolo del contrasto termico
Un caso molto ben documentato si è verificato il 21 luglio: un’immagine Sentinel-2 di Copernicus mostrò un grande sistema convettivo a V sulla Pianura Padana verso l’Adriatico. Secondo la descrizione del programma europeo, la tempesta nacque dall’interazione tra aria fresca in arrivo e una massa d’aria molto calda e ricca di umidità dopo la precedente ondata di calore.
Grandine gigante: un segnale di correnti ascensionali estreme
Chicchi dell’ordine di 9 centimetri richiedono correnti ascensionali eccezionalmente intense. In una supercella, la rotazione e il flusso ascendente persistente possono mantenere i nuclei di ghiaccio in quota abbastanza a lungo da farli crescere fino a dimensioni distruttive.
Per intensità della grandine, ripetizione degli eventi e organizzazione delle celle, il settore lombardo-veneto-emiliano della Pianura Padana è uno dei più chiari hotspot italiani dell’estate 2026.
