Il raffreddamento è arrivato anche sulle Alpi, ma più lentamente di quanto indicavano alcune simulazioni dei giorni scorsi. La conseguenza è importante per la neve: una parte delle precipitazioni è caduta con temperature ancora troppo alte, mentre nella notte la quota neve scende proprio quando i fenomeni diventano meno frequenti.
Sui settori alpini occidentali e lungo il confine settentrionale la quota neve può scendere tra circa 1600 e 2000 metri nelle ultime precipitazioni. Sopra i 2000 metri sono possibili nuovi centimetri, ma in molte zone si tratta di accumuli contenuti. Le valli principali restano quindi verdi e bagnate, con neve soprattutto sulle cime e sui passi più elevati.
Venerdì più tranquillo al Nord
Nella notte le temperature scendono in genere verso 10-15 gradi nelle pianure del Nord, localmente più in basso nelle vallate alpine; sulle coste e al Centro-Sud i valori restano spesso tra 14 e 19 gradi. Venerdì le massime raggiungono circa 19-24 gradi al Nord e al Centro, mentre al Sud e sulle isole si possono ancora toccare valori attorno a 22-25 gradi in alcune zone.
Il Nord ritrova molte ore asciutte e schiarite, dopo eventuali nubi residue sulle Alpi. Anche al Centro la situazione migliora in molte regioni. Al Sud e sulle isole il tempo rimane più variabile, ma senza una fase perturbata uniforme su tutta l’Italia.
Il vero inverno resta confinato in quota
Per chi viaggia sui valichi alpini conviene comunque considerare locali tratti bagnati o innevati nelle prime ore di venerdì. Più in basso non si tratta di un’irruzione invernale: il raffreddamento è evidente rispetto ai giorni molto miti, ma la neve resta legata soprattutto all’alta montagna.
Entro venerdì sera il quadro diventa più stabile su gran parte del Nord, mentre la variabilità persiste maggiormente tra Centro-Sud e isole. La tendenza più importante resta quindi la normalizzazione delle temperature dopo il lungo episodio mite.
